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Fiumi carsici e grotte pontine, un mondo da scoprire

Fiumi carsici e grotte pontine - sorgente che alimenta l'amaseno

Fiumi carsici e grotte pontine, tante e meravigliose! La particolarità carsica del territorio tra l’agro pontino e la Ciociaria, ha favorito lo scorrere dei torrenti e ruscelli dai monti, d’improvviso inghiottiti dalle grotte sotterranee. Al contempo, sorprendenti corsi d’acqua sgorgano improvvisi dal sottosuolo. Ci troviamo nella Valle dell’Amaseno, tra i Monti Lepini.

Fiumi carsici e grotte pontine

Questo è un luogo che unisce la pianura Pontina e la valle del Sacco; tra le provincie di Frosinone e di Latina. Quest’area, è sempre stata nota per ricchezza d’acque “gorgoglianti”. Perché non dare un’occhiata a tal proposito, al complesso ipogeo degli inghiottitoi di Colle Fornaro e alla Grotta degli Ausi? Fantastica, evocativa, mistica quasi “La Grotta o Risorgenza degli Ausi (o Ousi)”, che si estende per oltre 1.500 metri.

Fiumi carsici e grotte pontine - Amaseno in una cascata
fonte foto – Wikipedia – Privernum – re Alike 3.0 Unporte

Per chi volesse fare una gita, l’ingresso è  nel territorio del comune di Prossedi (LT), a due passi dal fiume Amaseno. La grotta, antica e suggestiva per gli appassionati e non solo, ospita ben sette specie di pipistrelli ed è iscritta al catasto nazionale delle grotte. Si tratta di specie rare e in pericolo d’estinzione. L’intero complesso ipogeo fa parte di un sistema d’inghiottitoi carsici, detti di Colle Fornaro.

Fiumi carsici e grotte pontine per un Acquedotto Romano

Alcuni di questi sono grandi con gallerie e falde acquifere; facenti parte dell’insieme di condotti sotterranei che convogliano acqua all’Amaseno. Inoltre sono forieri di tante sorgenti e pozzi. Citiamo ad esempio la “sorgente Fiumicello” nel territorio di Prossedi. Le molte sorgenti, hanno sempre “servito” località come Roccasecca dei Volsci, Maenza, Roccagorga, Priverno, Sezze o Pontinia.

Fiumi carsici e grotte pontine - Acque sulfuree

Inoltre, sempre nei pressi della grotta e dell’Amaseno, la Regione Lazio ha realizzato un “Campo Pozzi”, chiamato “Volaga”; finalizzato ad affrontare un’eventuale emergenza idrica. La gita si trasforma in passeggiata archeologica. Al riguardo i Romani sfruttavano le acque dell’Amaseno. Usando canalizzazioni Volsche, realizzarono un acquedotto per Terracina. L’opera risale al II° sec. D.C., ed era lunga più di 54 chilometri. Tornando alla Grotta degli Ausi, ci s trova subito davanti a una cascata d’acqua ghiacciata che esce dalle rocce. Esplorando, con le scarpe giuste, perché non andare a vedere la “Grotta degli Ausi”; poco nota?

Valle dell’Amaseno

Qui c’è come un tunnel da cui sgorga una cascata. Il fiume a cui tutto è collegato è l’Amaseno e la grotta è lì vicino. Chi vuole addentrarsi, deve però avere il giusto equipaggiamento e magari affidarsi a guide esperte. Nel caso della grotta degli Ausi, si tenga presente che è come se all’interno ci fosse un ecosistema, come una bolla insomma; con microorganismi. L’acqua erodendo crea sempre nuove concrezioni colorate.

Ciottoli - ciottolato del letto del fiume

Dall’imbocco da cui scaturisce acqua in modo violento, dopo l’ingresso le rocce si fanno lisce e scivolose. Si tratta di una cavità vicino a Villa Santo Stefano, proprio sotto il Colle Fornaro. La Grotta degli Ausi, guarda a sinistra il fiume Amaseno di cui il corso d’acqua è un affluente. Dopo pochi passi dall’apertura a destra conduce ad un ramo che alimenta la cascata esterna e poi il laghetto.  

Grotta degli Ausi

Percorrendo il ramo di destra, s’incontra dapprima una galleria larga due metri e alta quattro. Lungo il percorso, possiamo ammirare delle concrezioni a forma di medusa e delle stalattiti erose dall’acqua. Più avanti la volta si abbassa fino a due metri. Il soffitto è completamente concrezionato.

Fiumi carsici e grotte pontine - Piedi Nel Lago Carsico in agro pontino

Il fondo diventa quasi pianeggiante e l’andamento è rettilineo. A 160 metri dall’ingresso, s’incontrano delle strettoie. Dopo 300 metri c’è una cascata che alimenta un profondo laghetto che alimenta il torrente. Oltre il laghetto ci sono due gallerie fossili. Il ramo sinistro, superato il bivio della cascata, porta a un meandro largo circa 1,5 metri, che in altezza raggiunge i sette metri. Prosegue per circa 340 metri tra laghetti e risalite. Aggirando un successivo masso, si arriva al ramo del lago, che prosegue per 170 metri fino allo pseudo sifone; di fatto, base dell’inghiottitoio di Colle Fornaro. Da questo punto non è possibile procedere.

Fiumi carsici e grotte pontine, un mondo da scoprire ultima modifica: 2021-04-16T08:00:00+02:00 da Redazione

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Grazie!

simona aiuti

grazie a te

Julieta B. Mollo

Wow! 😮

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