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MITI E LEGGENDE STORIE

Giulia Gonzaga e il mito che aleggia ancora al castello di Fondi

Giulia Gonzaga - nobildonna Giulia e il castello di Fondi

Giulia Gonzaga è un nome che ancora risuona tra queste valli. La bella Giulia era figlia di Ludovico, duca di Sabbioneta, e di Francesca Fieschi. A soli tredici anni, nel 1526, andò in sposa a Vespasiano Colonna che di anni ne aveva quaranta.

Giulia Gonzaga

Il nobile era già vedovo e con una figlia più grande della giovanissima moglie. Per le nozze, il contratto, alquanto importante, vide come protagonista Isabella D’Este, che lo sottoscrisse, in rappresentanza del Dura di Sabbioneta, padre della “nubenda”. Tuttavia, dopo solo due anni di matrimonio, la giovanissima sposa rimase vedova; nonché erede di tutto il patrimonio del marito.

Giulia Gonzaga - la nobile con Velo Sul Capo

Nel castello di Fondi si raccoglieva una piccola corte, e Giulia, che dimostrava fascino, carattere a incorniciare la sua bellezza. Era celebrata da tutti quanti si recavano a far visita alla signora. Con Giulia viveva anche la figlia del marito, Isabella, che sposò Luigi Gonzaga, detto Rodomonte, fratello della matrigna. Giulia non aveva intenzione di contrarre nuove nozze. Resisteva tenacemente a qualunque progetto matrimoniale le si proponesse. Così, visse a lungo nella contea di Fondi, mentre la fama della sua bellezza e del suo spirito indomito, si diffondevano per tutta Italia.

Il castello di Fondi

A ciò contribuiva anche Ludovico Ariosto che la ricorda per qualità, insieme alle dame e ai cavalieri della sua epoca. Era una donna davvero ammirata Giulia Gonzaga e con uno spirito indipendente e audace. Al riguardo, la sua fama, come castellana bellissima, da Fondi si diffuse anche oltre il mare. La sua eco si diffuse così tanto, che si parlò di un tentativo di rapimento da parte del dal famigerato pirata musulmano Khair ed Din, noto come “Barbarossa”.

Madama E Accompagnatrice

Si racconta che mentre veleggiava lungo la costa laziale, il pirata Barbarossa venne a sapere che nel castello di Fondi si trovava una bellissima nobildonna; Giulia Gonzaga appunto. Quest’ultimo sembra che avesse pensato di portarla va per fare omaggio della bella preda, niente meno che al sultano Solimano I e così ingraziarselo. Si narra ancora che il corsaro giunse sulle coste laziali con intenzioni piratesche.

Isabella D’Este e Giulia Gonzaga

Saccheggiò e incendiò la vicina Sperlonga, nella notte tra l’8 ed il 9 agosto 1534. Poi assaltò la città di Fondi. Ma la bella Giulia Gonzaga, prima che i barbari riuscissero a prendere il castello, fuggì precipitosamente. La bella Gonzaga, salì a cavallo, lo spronò al galoppo e correndo come un fulmine si mise in salvo puntando verso Vallecorsa. Da lì riprese la corsa per trovare infine rifugio  a Roma.

Ritratto ricavato da un medaglione - Isabella D'este ritratta

Nel frattempo i pirati avevano saccheggiato Fondi e probabilmente si spinsero fino ad Acquaviva, oggi del tutto scomparsa e trovandola indifesa, la incendiarono. Il territorio fu saccheggiato dai turchi ma Giulia si salvò fuggendo in tempo. L’episodio epico e pieno di coraggio e audacia, non fece che rafforzare il mito della bellezza della nobildonna. La sua figura continuò ad essere celebrata dall’egloga di Francesco Maria Molza, con “La ninfa fuggitiva”.

Torquato Tasso

Continuò la bella Giulia ad essere così indomita e non si piegò mai alla volontà altrui. Orbene, tra queste valli, sopravvivono gli echi delle vicende riguardanti quel tentativo di rapimento del 1543, della bellissima Giulia Gonzaga. La bella vedova continuò a fare da mecenate nella Corte di Fondi di personalità come Torquato Tasso.

Giulia Gonzaga e il mito che aleggia ancora al castello di Fondi ultima modifica: 2021-08-21T10:59:40+02:00 da simona aiuti

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