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Il castello angioino aragonese di Gaeta, custode sul mare

il castello angioino aragonese di Gaeta - Una Delle Venti Perle D'italia 1

Il castello angioino aragonese si trova proprio nel centro storico di Gaeta. Esso si erge maestoso da molti secoli fungendo da vedetta dalla città. Il Castello fortezza, primeggia sul promontorio della città; e impreziosisce con la sua mole e la sua architettura la località costiera. La struttura è molto grande e nella sua parte aragonese, è sede della caserma Mazzini della Scuola nautica della Guardia di Finanza. Al suo interno vi è la Compagnia Allievi Finanzieri di mare. Questa parte tuttavia, fino al termine della Seconda guerra mondiale è stata sede della Scuola Allievi carabinieri.

Il castello angioino aragonese di Gaeta

Spostandoci nella parte angioina, troviamo una sede periferica dell’Università di Cassino. Proprio l’università di Cassino intende destinare in futuro tale ala del castello come sede delle facoltà universitarie di discipline marinare. Si presume che il castello sia stato eretto nel VI secolo. All’epoca era in corso la guerra dei Goti; o nel VII secolo quando le zone marittime del Lazio erano minacciate dai Longobardi.

il castello angioino aragonese di Gaeta - il castello dal basso

Nei documenti storici, si parla di Gaeta come “Kastrum”. Tuttavia, le carte del castello di Gaeta si hanno con l’epoca di Federico II di Svevia. Egli durante le lotte col papato, soggiornò a Gaeta, e nel 1223 fece fortificare il castello. L’imponente struttura che oggi ammiriamo stagliarsi dall’alto, è grande circa 14.100 m²; detta castello angioino-aragonese perché è composta da due edifici comunicanti realizzati in due momenti storici diversi. La parte più bassa del castello è denominata “angioino”: realizzato durante il governo dei sovrani d’origine angioina.

Il castello angioino aragonese di Gaeta e la fortezza

L’altra parte più in alto detta “aragonese”; costruita dai sovrani del regno di Napoli di dinastia aragonese. L’imperatore Carlo V fece realizzare molte altre opere di difesa militare che irrobustirono la piazza forte di Gaeta. Gran parte dei lavori furono realizzati da Alfonso d’Aragona verso il 1430; che la trasformò in una reggia con annessa sala del trono, appartamenti e anche zecca del Regno di Napoli.

il castello angioino aragonese di Gaeta - una torre a Gaeta

Il castello angioino aragonese diventò così tra i più inespugnabili d’Europa. Dal 1436 al 1442, il castello ospitò il re di Napoli, Ladislao di Durazzo.  Nella cupola della torre più alta del castello Aragonese, detta Torre di Gaeta; vi è la Cappella Reale, voluta dal re Ferdinando II di Borbone nel 1849. La struttura che oggi ammiriamo, tra l’altro è stata sede del Carcere Militare di Gaeta; attualmente è di proprietà del Comune di Gaeta.

Visite al castello di Gaeta

Nondimeno, Alfonso I il Magnifico, fortificò tre lati da massicci torrioni cilindrici e con un’appendice difensiva più bassa. Nel 1870, vi fu imprigionato Giuseppe Mazzini e successivamente trasformato in caserma. Nel 2019 sono iniziate delle visite, che sono state stabilite da effettuarsi tutti i week-end –sabato e domenica– fino al 20 gennaio.

il castello angioino aragonese di Gaeta - Castello Di Gaeta Dall'alto in panoramica

E’ stato possibile quindi, visitare lo storico sito in modalità guidata e tutti hanno avuto l’opportunità di diventare protagonisti; di un viaggio nella storia e nelle vicende vissute dal Castello. Nondimeno di poter godere dell’incantevole vista sul Golfo di Gaeta che si può ammirare dall’alto della terrazza panoramica. Nel corso dell’iniziativa ci sono state delle rappresentazioni teatrali, a cura dell’Associazione I Tesori dell’Arte; e la presenza di stand enogastronomici, presso i quali ci sono state da degustare le specialità tipiche gaetane. Si prevede di replicare le visite guidate da prenotarsi presso il Centro Guide Turistiche di Gaeta.

Fonte foto: pag. uff. Facebook una delle venti perle d’Italia

Il castello angioino aragonese di Gaeta, custode sul mare ultima modifica: 2020-08-06T09:02:15+02:00 da simona aiuti
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