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Il parco dei mostri di Bomarzo e il mistero di Giulia Farnese

Il parco dei mostri di Bomarzo Bomarzo

Il parco dei Mostri di Bomarzo è una delle più affascinanti e misteriose attrazioni del Lazio. Dobbiamo tornare indietro al ‘500, quando tra misteri, sculture grottesche e cinematografiche, disseminate in un paesaggio surreale, nasce il mito. Affascinante il tempietto in cui sarebbe sepolta Giulia Farnese, mai trovata.

Il parco dei Mostri di Bomarzo

Al di là di quelle che fossero le reali intenzioni del Principe Orsini, autore di tanta meraviglia, certo è che l’intero complesso è una grande celebrazione d’amore. Un amore verso la moglie, la bella e leggendaria Giulia Farnese. A lei, infatti, è dedicato il Tempietto, che s’incontra su una piccola altura circondato da un ampio spiazzo verde dove potete anche fermarvi per una pausa pic-nic. Giulia Farnese che sembra svanire nel nulla e nelle nebbie della storia, resta nel mito.

Cane  . Bomarzo e il giardino

Il suo volto pare è stato scolpito e dipinto di molte immagini storiche, in cui emerge una prorompente bellezza. Lei adorata da papa Borgia, sarebbe immortalata addirittura come la Madonna in un dipinto in Vaticano, con Rodrigo Borgia inginocchiato ai suoi piedi e Lucrezia Borgia accanto. In ogni caso, Il parco dei Mostri di Bomarzo è il più antico parco di sculture del mondo moderno.

Giulia Farnese

Il fascino è alimentato da leggende e piccoli e grandi enigmi e misteri mai del tutto svelati. Dobbiamo questa meraviglia principalmente a Pier Francesco Orsini, detto Vicino; che lo realizzò a partire dalla metà del XVI secolo. Signore di Bomarzo, fece scolpire le rocce direttamente sul posto; animandole e dandogli forme “mostruose”, a volte minacciose e a volte suadenti e fascinose, di oniriche creature surreali bloccate in un’eterna rappresentazione.

Il parco dei mostri di Bomarzo - Giardino Di Bomarzo con la Giulia Farnese

Il parco dei Mostri di Bomarzo si differenzia molto dai comuni giardini all’italiana. Pur inserendosi nella cultura architettonica-naturalistica del secondo Cinquecento. Costituisce un unicum, dando vita a un labirinto tra di silenzi, allusioni e illusioni. Passeggiando o seguendo un alinea immaginaria, la compostezza classica elegante, lascia il passo al gusto manierista per il bizzarro che esplora il ludico. Con le gigantesche sculture, il parco stabilisce uno strano, ma bello e affascinate rapporto sconcertante con la natura.

Pier Francesco Orsini

Numerosi gli studi che hanno tentato di sciogliere l’enigma di questo boschetto; che troviamo collocato in un luogo cristallizzato nel tempo. Siamo in un’area rarefatta, feconda di poesia secolare e foriera d’ispirazione proiettata verso la modernità, oppure forse in una bolla chiusa. Siamo in un mondo intermedio tra arte, magia e letteratura, alchimia e sogno. Eppure, il giardino di Bomarzo è destinato a rimanere un luogo intriso di fascino e mistero che genera racconti e che sollecita l’immaginario di ciascun visitatore, tra predizioni, labirinti e indovinelli reali o presunti.

Il parco dei mostri di Bomarzo - casa storta di Bomarzo
la famosa casa storta “Bomarzo” by fluido & franz is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.

Scienziati storici e filologi hanno fatto parecchi tentativi per spiegare il labirinto di simboli. Hanno trovato temi antichi, spunti, e motivi reali o presunti della letteratura rinascimentale. Ade esempio del Canzoniere di Francesco Petrarca o dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto; e dei poemi Amadigi e Floridante di Bernardo Tasso. In quest’ultimo compare un dragone d’acciaio con una stanza all’interno.

Il parco dei Mostri di Bomarzo e i luoghi magici del Lazio

Dalla cui bocca uscivano amazzoni a cavallo. Sono rimasti, però, talmente tanti misteri che uno schema interpretativo omogeneo, alla fine, forse non potrebbe nemmeno essere trovato. Su un pilastro compare una possibile iscrizione-chiave: “Sol per sfogare il core”. Lo stesso John Shearman, cita più volte il parco nel suo “Mannerism”, parlando di “incredibili, piacevoli e soprattutto manifeste finzioni, prodotti d’evasione artistica e letteraria”. Ciò che sappiamo di certo è che dopo la morte dell’ultimo principe Orsini, il parco fu abbandonato.

Donna Pesce - statua di Bomarzo
“Échidna dans le parc des Monstres (Bomarzo, Italie)” by dalbera is licensed under CC BY 2.0.

Nella seconda metà del Novecento il Parco di Bomarzo fu restaurato dai coniugi Giancarlo e Tina Severi Bettini, i quali sono sepolti nel tempietto interno al parco. Lo stesso che forse è anche il sepolcro della bella Giulia Farnese. Una nota interessante è che nel 1948 Salvador Dalì visitò il parco; e per l’occasione si fece inquadrare in pose originali tra i principali monumenti e definì il luogo un’invenzione storica. Resta il mistero da visitare e poi chissà!?

© Riproduzione riservata

Il parco dei mostri di Bomarzo e il mistero di Giulia Farnese ultima modifica: 2022-08-25T07:00:00+02:00 da Redazione

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Julieta B. Mollo

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