La vendemmia italiana, segreti e poesia dai romani - itLatina

itLatina

LO SAPEVI CHE MEMORIA

La vendemmia italiana, segreti e poesia dai romani

la vendemmia italiana - Ragazza E Uva che contempla l'orizzonte

La vendemmia italiana è un rito antico, fatto di gesti arcaici, rituali ancestrali. Restano nelle nostre campagne echi storici, poetici e mai sopiti. Vendemmiare richiedeva sì fatica, però il “ribollir dei tini”, che poi si sarebbe trasformato in vino novello, avrebbe ripagato di tutto.

La vendemmia italiana

In passato vendemmiare significava fratellanza nei popoli, legata alla sacralità dell’uva che da mosto magicamente diventa vino. Al tempo dei Romani, le cerimonie legate alla vendemmia si celebravano sotto la protezione di Giove, affinché l’ebbrezza data dal vino non compromettesse l’equilibrio degli uomini. Nel corso dei millenni, generazioni di agricoltori hanno visto l’uva trasformarsi in effervescente mosto e poi in meravigliosa bevanda.

La vendemmia italiana - Fanciulla E Uva che offre un dono

Quando le giornate iniziavano ad accorciarsi e arrivavano le prime piogge gli animi si rallegravano. Durante le feste i vendemmiatori potevano fare scherzi di ogni tipo, anche offendendo i passanti, senza che questi potessero reagire. Cicerone parla delle Auguratio Vineta, che erano pratiche augurali prima della vendemmia. Il via ufficiale alla raccolta era dato dalla festa della Auspicatio Vindemiae, con un rito officiato dal Flamen Dialis, il sommo sacerdote di GioveEgli raccoglieva un grappolo primiziale in una vigna pubblica, offrendolo al dio, compiendo un sacrificio animale.

Vinificazione in epoca romana

Il gesto doveva garantire un buon raccolto. La data della festa variava ogni anno, in relazione al periodo della vendemmia. Plinio il Vecchio cita invece un rituale magico usato per scongiurare il mal tempo. Si metteva un grappolo d’uva finto nella vigna e questo avrebbe dovuto attirare a sé i danni, risparmiando il raccolto. Del resto, come si legge in alcuni antichi manuali latini d’agronomia, c’era fermento sociale già dai preparativi, che cominciavano circa quaranta giorni prima della raccolta dell’uva.

La vendemmia  italiana - Matrona seduta E Uva

Ad “aprire le danze” erano le donne di casa che preparavano le cantine, organizzavano gli attrezzi e si occupavano dei grandi vasi vinari in terracotta. Li rivestivano con delle resine per renderli impermeabili. Alla raccolta partecipavano uomini, donne e bambini già alle prime luci dell’alba. Poi a pranzo si banchettava allegri. Il 19 agosto si festeggiavano le Vinalia Rustica, dedicate alla protezione dell’uva che stava maturando.

Vigneti italiani

I riti propiziatori servivano per allontanare gli eventi avversi che avrebbero potuto compromettere la vendemmia di settembre. Come accennavo, il sacerdote sacrificava un agnello per avere un raccolto abbondante e per allontanare i temporali. Poi tagliava un grappolo d’uva matura e ne spremeva il succo tra le mani, offrendolo come primizia al sommo Giove. L’11 di ottobre si celebravano le Meditrinalia, le feste di conclusive. Molte ore si dedicavano a danze, brindisi e calici alzati.

La vendemmia italiana - Vendemmiatrice al lavoro

Infine, intorno al 23 aprile, si tenevano le Vinalia Priora, in cui il vino nuovo si spillava dalle botti e si beveva in abbondanza per la prima volta. Dopo la raccolta i pigiatori schiacciavano i grappoli a piedi nudidanzando a ritmo di musiche popolari. Questa usanza è sopravvissuta a lungo, poiché i nostri nonni possono potrebbero raccontarci un quadro simile. In passato la vendemmia era quindi un momento legato alla socialità.

vino italiano

Anticamente, qualche volta i lavoratori arrivavano anche da altre regioni, spesso ci si aiutava con i lavori nelle rispettive vigne tra vicini. I grandi proprietari terrieri permettevano ai contadini di usare le proprie attrezzature (soprattutto pigiatoi e torchi) e loro in cambio si offrivano come manodopera per contribuire alla produzione del loro vino. Oggi gli antichi insegnamenti non sono del tutto scomparsi. Le fasi lunari si seguono tassativamente per ogni operazione. Columella scrive della ricerca di metodi per decidere il momento ideale della raccolta.

Anziana

Parliamo della valutazione della mollezza dell’acino, del colore e della lucidità del frutto, addirittura dal cadere delle foglie. Inoltre, anche in epoca antica si facevano quelle che oggi noi chiamiamo “vendemmie tardive”. Poi semplicemente si assaggiava. Secondo Columella, il sistema migliore e senza possibilità di sbagli è valutare il colore dei vinaccioli.

Vino novello e la vendemmia italiana

La cosa migliore, come io stesso uso fare, è osservare la maturazione naturale di per sé.  Ora, la maturità naturale si ha se, spremuti i vinaccioli, i quali si nascondono nell’acino, essi sono scuro(…) (De Re Rustica”). Un altro sistema consigliato in epoca antica consisteva nel valutare la crescita della dimensione degli acini, che a maturità, si ferma. Il metodo suggerito è quello di togliere un acino da un grappolo e di controllarlo dopo un po’ di tempo. Se non si è ancora a maturità, le altre bacche continuano a crescere e riempiono il vuoto lasciato dall’acino tolto. Quando gli acini non crescono più ed il buco non viene riempito, allora si è pronti. Anche questo sistema si basa sull’attenta osservazione di quanto succede in vigna. Come il precedente, è un sistema abbastanza buono, ma non permette la finezza che cerchiamo adesso.

La vendemmia italiana, segreti e poesia dai romani ultima modifica: 2022-09-14T08:00:00+02:00 da Redazione

Commenti

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Promuovi la tua azienda in Italia e nel Mondo
To Top
1
0
Would love your thoughts, please comment.x