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ARTE STORIE

Vittoria Caldoni

Vittoria Caldoni - ritratto in costume

Vittoria Caldoni era figlia di un vignaiolo, sesta di nove figli. Aveva quindici quando attraverso la pittura, divenne nota in tutta Europa per la sua italica bellezza.

Vittoria Caldoni

Era la prima metà dell’800 e Vittoria incarnò l’ideale della bellezza popolare italica attraverso pittori dilettanti e professionisti. La scoprì Augusto Kestner tedesco, pittore per diletto. Colpito dalla sua bellezza pura e dalla nobiltà dei suoi tratti scrisse “una bellezza così perfetta come non se n’è vista dagli albori dell’umanità“.

Vittoria Caldoni - ritratto in camiciola

Il principe ereditario di Baviera Ludwig, volle farla raffigurare in un dipinto a olio, seduta in un campo di grano che resta una vera meraviglia per luce e modernità. Gli autori e le tele iniziarono a moltiplicarsi e la notorietà della fanciulla fu tale da giungere fino a Goethe. Vittoria posava per questi artisti sotto gli occhi vigili della madre e mai nuda. Non accettava compensi e restò sempre modesta. Eppure la sua fama cresceva esponenzialmente attraendo viaggiatori e turisti ad albano. All’età di 25 anni incontrò due giovani pittori russi per cui posò e ci fu una svolta.

Grand Tour

Entrambi presero una stanza a casa “Caldoni” ed entrambi s’innamorarono di lei. Erano Ivanov e Làpcenko con storie diverse alle spalle. Làpcenko decise di ritrarre Susanna e i Vecchioni con il volto di Vittoria, definita da molti sempre la più bella d’Italia. Vittoria prestò i suoi grandi occhi neri e il collo slanciato alla figura anche per Ivanov, nell’adolescente Ciparisso. Intanto grande importanza andava assumendo Albano agli occhi dei viaggiatori stranieri.

Vittoria Caldoni - Costume Di Albano Laziale

La località divenne come tutta l’Italia, meta prediletta di un fitto pellegrinaggio artistico; tappa canonica del Gran Tour, dove reminiscenze storiche, godimento estetico, colore locale si mescolavano anche a un’ottima cucina. Ad Albano erano di casa nobili, sovrani, pittori e letterati. Vittoria a sua volta s’innamorò di Làpcenko e quando la storia d’amore divenne nota nell’ambiente artistico romano, generò molta sorpresa; poiché Vittoria non si era mai interessata agli artisti per i quali aveva posato.

La donna del Lazio nella pittura

Purtroppo Làpcenko, manifestò i sintomi di una gravissima malattia che in seguito l’avrebbe seriamente invalidato. Nonostante la malattia, il pittore continuò a lavorare, sia pur con fatica. Dipinse il quadro di Contadina romana con un paniere in testa, nel quale seppe dare grande luce al volto di Vittoria e in modo tale che tutto sembrava essere vivo e in movimento. Il quadro venne esposto a Roma in una mostra organizzata dalla colonia degli artisti russi; in occasione di una visita dello zarevic Aleksàndr Nikolàevic, futuro Alessandro II, che lo acquistò.

Vittoria Caldoni - Piccola Litografia di Vittoria

Le sue condizioni, fisiche e morali del pittore ormai fidanzato di Vittoria peggioravano. Tuttavia l’amicizia e il sostegno di Ivanov non gli mancò mai. Nonostante le difficoltà i due giovani infine si sposarono. Si trasferirono allora in Russia e Làpcenko ottenne il titolo di accademico che poteva agevolarlo nel lavoro e nel mantenimento della famiglia.

Vittoria Caldoni modella italiana

Ebbe l’incarico di soprintendente in una tenuta. Probabilmente i Làpcenko ebbero due bambini, ma ne sopravvisse solamente uno. Intanto nel 1848 a Roma era scoppiata la rivoluzione: la situazione politica ed economica era incerta e precaria. In una lettera Ivanov scrive a Vittoria: “I tempi sono diventati molto calamitosi” e le narrava le tribolazioni dei familiari. Il fratello di Vittoria Cencio aveva dovuto vendere metà della vigna a un marchigiano. Il pittore aiutava in denaro i due poveri amici in Russia. Poco dopo ivanov a Roma morì. Successivamente Làpcenko richiede all’Accademia delle Arti un sussidio di settantacinque rubli; che gli viene accordato l’anno successivo su decreto del Ministero della Corte Imperiale in considerazione della sua “povertà e malattia”. I due coniugi intanto si trasferiscono a Dinaburg per raggiungere il figlio che insegna nel liceo cittadino e che sarebbe rimasto il loro unico sostegno.

Viktoria Antonovna

Sappiamo che Vittoria era ancora in vita nel settembre 1872, perché alcune foto la ritraggono in età avanzata; come una bella donna anziana, dai lineamenti nobili e fini, la capigliatura ancora scura con la consueta scriminatura centrale. In Russia era chiamata Viktoria Antonovna. Su Vittoria scende il silenzio: umile moglie di un pittore dimenticato e in miseria, piomba nel buio della storia.

Vittoria Caldoni ultima modifica: 2022-10-14T07:00:00+02:00 da Redazione

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