La rosa dell’Istria, per ridare voce e dignità a vibranti pagine di storia d’Italia - itLatina

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STORIA VALORI

La rosa dell’Istria, per ridare voce e dignità a vibranti pagine di storia d’Italia

La rosa dell'istria - Locandina in foto

La rosa dell’Istria andrà in onda su Rai 1 il 5 febbraio, quindi cinque giorni prima del “Giorno del ricordo”. E’ come se un torpore, che è durato decenni, lentamente negli ultimi anni, si stia giustamente dissolvendo, cercando riparo e dignità, avvolto nel tricolore.

La Rosa dell’Istria

Gli italiani mostrano d’aver sete di verità, di capire e di condividere quei momenti che finirono per buona parte in un ingiusto oblio. Quelle terribili foibe, cavità carsiche, furono tombe mute, in cui finirono tantissimi italiani. Eppure, è come se da quelle tremende fredde voragini, un grido sia alito, elevandosi e viaggiando nel tempo, squarciando il muto dolore. E’ come se quegli italiani ci chiedessero ancora d’essere ricordati.

Ci chiedono di esistere ancora, affinché quelle vicende abbiano il giusto spazio nei libri di storia. Chiedono un fiore, così come un’adeguata commemorazione. Il film per la TV quindi, parla di una famiglia istriana in fuga, sconvolta dai tragici eventi della Seconda guerra mondiale che la stavano travolgendo, come del resto tanti altri italiani. Fuggivano, per sottrarsi al massacro delle foibe, costretti ad abbandonare la propria terra. «La Rosa dell’Istria» è quello che oggi si definisce un  tv-movie.

Esodo Giuliano dalmata

E’ tratto dal romanzo “Chi ha paura dell’uomo nero?” di Graziella Fiorentin. E’ una produzione di Rai Fiction, Publispei e Venicefilm, con la regia di Tiziana Aristarco, che racconta l’esodo della famiglia Braico. Era un nucleo come tanti in cerca di un luogo sicuro dove ricominciare a vivere. Non è facile abbandonare tutto e cercare di lasciarsi alle spalle anche la paura.

La rosa dell'Istria - Fermo Immagine del film

Qui a Latina, possiamo dire d’aver molto accolto e dobbiamo andarne fieri, perché il grande cuore della città razionalista ha voluto abbracciare tanti italiani che arrivavano in cerca di un luogo dove alzare gli occhi e assaporare la sensazione di un sole sereno senza nubi minacciosi. Protagonisti del film sono la diciottenne Maddalena (Gracjela Kicaj) che sogna di diventare pittrice; il padre Antonio (Andrea Pennacchi), medico, costretto a fare l’operaio per sfamare i familiari; sua moglie Bina (Clotilde Sabatino) e il figlio Niccolò (Costantino Seghi).

Giorno del ricordo – La storia dell’Istria

Nascerà poi una storia d’amore tra Maddalena e il giovane Leo (Eugenio Franceschini), un abile pittore, che insegnerà alla ragazza ad assecondare il proprio talento. Con questo film possiamo ricordare il dramma di chi, umiliato e offeso, si è sentito derubato e defraudato di tutto. Come accennavo, è importante raccontare queste pagine di storia che sono state ancora abbastanza raccontate.

La rosa dell'Istria- Foto Posata del film

Girando il tv-movie in Friuli, la troupe ha trovato ferite incredibilmente ancora aperte e per questo non è mancato lo stupore. C’è ancora la necessità da parte di molti di avere risposte. Ci sono divisioni ancora forti da superare. Come dicevo, il racconto, liberamente ispirato al romanzo Chi ha paura dell’uomo nero? di Graziella Fiorentin (Corbaccio) affronta il tema attraverso il dramma famigliare degli istriani Braico. Costoro di fronte ai crescenti pericoli seguiti all’armistizio del ’43 in Italia, tra i soldati tedeschi che cercano di riorganizzarsi nella Repubblica di Salò.

Dramma delle foibe

Dall’altra ci sono le truppe del maresciallo Tito intenzionate ad annettere l’Istria alla Jugoslavia. Decidono di lasciare la propria terra per trovare rifugio in Friuli Costruire una nuova narrazione”.

La rosa dell’Istria, per ridare voce e dignità a vibranti pagine di storia d’Italia ultima modifica: 2024-02-05T07:00:00+01:00 da simona aiuti

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