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Città marciane, Latina candidata capitale della cultura 2026 alla Camera dei Deputati, prosegue il suo cammino

Città marciane - Latina Capitale della cultura

Città marciane, il sindaco Celentano e l’assessore Chiarato poche ore fa sono state presenti all’incontro con il presidente della Camera dei Deputati: “Per Latina candidata Capitale italiana della cultura 2026.

Città marciane

Un documento unitario della Rete, in città la tappa della Peregrinatio della Lampada Votiva e del Vangelo di San Marco”. Fede e cultura, un connubio vincente per il territorio. Il sindaco di Latina Matilde Celentano e l’assessore Andrea Chiarato, hanno quindi preso parte all’incontro istituzionale organizzato dalla Rete delle Città Marciane con il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana.

Città marciane - Gruppo di rappresentanza

L’iniziativa ha rappresentato un passaggio strategico. I primi cittadini dei Comuni aderenti alla Rete si sono dichiarati pronti a sottoscrivere di un documento unitario a sostegno della candidatura di Latina a Capitale italiana della cultura 2026. Inoltre, il sindaco Celentano e l’assessore Chiarato, evidenziando che Latina è la città numericamente più grande della Rete, hanno preso un primo impegno nei confronti del sodalizio. Latina sarà quindi tappa della Peregrinatio della Lampada Votiva e del Vangelo di San Marco.

Latina candidata capitale della Cultura

L’incontro istituzionale dei sindaci della Rete delle Città Marciane ha avuto luogo a Montecitorio, alla presenza di Giuseppina Castiello, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il sindaco Celentano, dopo aver ringraziato il presidente della Camera Fontana e il presidente della Rete Rizzo, per l’autorevole incontro concesso. Ha voluto ricostruire i passi che hanno portato all’ingresso di Latina nell’associazione tra i Comuni marciani.

Città marciane - Latina in foto

“Non appena ci siamo insediati, circa sette mesi fa, abbiamo risposto subito positivamente all’istanza mossa dal presidente Rizzo. Si trattava di riconoscere e istituzionalizzare il profondo legame della comunità di Latina al santo patrono, San Marco Evangelista. La città di Latina, sorta nel 1932, ha una cattedrale, risalente agli anni di fondazione della nuova città, dedicata proprio a San Marco. La cattedrale è sempre stata, e lo è tutt’ora, punto di riferimento della comunità che è cresciuta intorno alle attività del suo oratorio.

Peregrinatio della Lampada Votiva e del Vangelo di San Marco

Abbiamo, come le altre città aderenti alla Rete, la corale San Marco. Tutto ciò, tuttavia, rappresenta una singola ragione della nostra adesione al sodalizio. Diciamo un punto di partenza, un presupposto”. A margine dell’incontro il sindaco Celentano, che fa parte del nuovo direttivo delle città marciane. E l’assessore Chiarato hanno spiegato che con l’ingresso di Latina nella Rete, si è voluto condividere “delle finalità comuni. Sono comuni a quelle delle altre città che fanno parte a questa grande famiglia.

città marciane - Sindaco in rappresentanza

Che attraversa sette regioni d’Italia, nell’ottica di una sana promozione territoriale all’interno di un circuito di iniziative a tappe che vanno a catalizzare presenze, turistiche e religiose, a beneficio di tutti i comuni associati”. “Latina è tra le dieci città finaliste del concorso nazionale indetto dal Ministero della Cultura. Lo è per l’attribuzione del titolo di Capitale italiana della cultura 2026 – ha ricordato il sindaco Celentano.

Agro pontino – Città marciane

 “La nostra candidatura si è basata anche sulla peculiarità del modello sociale che una città, così giovane come la nostra. Ha espresso nel corso dei suoi 91 anni: un modello basato sull’apertura alle diverse provenienze geografiche. Accogliente sempre, ha voluto dedicare, non a caso, la cattedrale a San Marco, proprio per la presenza dei veneziani. Lei che ha fatto delle pietanze friulane uno dei caratteri enogastronomici tipicizzanti della seconda città laziale. Una città che ha accolto nell’immediato dopoguerra i cittadini istriani.

Locandina - Latina candidata capitale della cultura

Che ha accolto, tra il 1957 e il 1989, a circa 80mila profughi dei paesi dell’Est nel centro ‘Roberto Rossi Longhi’, oggi trasformato nella sede pontina dell’università Sapienza, l’ateneo più grande d’Europa”. “Latina – ha proseguito Chiarato – per la sua cultura – che si respira anche nell’architettura razionalista tipica delle città nuove, ben conservata, nelle opere di Duilio Cambellotti e di molto altro.

Presidente della Camera Fontana

 – vuole fare la sua parte anche nella rete delle città Marciane, di cui fa parte anche il Comune di Sonnino, piccolo centro ausono della provincia pontina. Inizieremo a fare il primo passo organizzando a Latina, con un percorso da condividere con il Vescovo Mariano Crociata, la tappa della Peregrinatio della Lampada Votiva e del Vangelo di San Marco. Sarà occasione per presentare il presidente Rizzo e l’adesione di Latina alla Rete delle città marciane ai nostri concittadini”. Il sindaco Celentano, al termine dell’incontro istituzionale, ha chiesto al presidente Fontana, invitando a Latina in occasione delle attività marciane. Finanche di concedere il patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati per le iniziative della Rete.

Città marciane, Latina candidata capitale della cultura 2026 alla Camera dei Deputati, prosegue il suo cammino ultima modifica: 2024-01-24T07:00:00+01:00 da Redazione

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