Dialetti dei Lepini, “parlate” che affondano le radici nei millenni - itLatina

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DIALETTO MEMORIA

Dialetti dei Lepini, “parlate” che affondano le radici nei millenni

Dialetti dei Lepini - Monti Lepini in foto

Dialetti dei Lepini, montagne ataviche, rocciose, inamovibili, su sui si sono arroccati popoli che hanno imparato a vivere domando il vento e addomesticando le terre.

Dialetti dei Lepini

Gente dura, granitica, ma dal cuore generoso, figlio di una cultura cristiana della solidarietà.  Ancora oggi il dialetto è ancora per molti la “lingua madre”, quella con cui ci si esprime in famiglia. L’area pontina ha vissuto però mutamenti per via delle migrazioni. Basti pensare a Latina, in cui dal nord sono arrivati altri dialetti e modi di dire. La lingua latina, i dialetti locali che sopravvivono e frammenti di lingue estinte, convivono in una magica alchimia.

dialetti dei Lepini - Monti lepini in foto

Cosa è rimasto dei Volsci, antichissimo e leggendario popolo guerriero? Sopravvive nel DNA dei popoli Lepini di oggi e sopravvive altrettanto nei dialetti, con cadenze, brandelli che non si cancelleranno mai né dal tempo, né dalla storia. Anche il mare ha portato nuove parole. Quindi nei millenni, le popolazioni provenienti dalla Grecia e quelle di una Transumanza che ha sempre unito l’entroterra alla zona “Marittima”, non sono passati invano.

Compagnia dei Lepini – Giornata Nazionale del Dialetto e delle Lingue Locali

E’ stato in questi giorni che si è celebrato la “Giornata Nazionale  del Dialetto e delle Lingue Locali” e il sud del Lazio non può non celebrarsi. Latina e il suo territorio brulicano come tessuto moderno o ultimo in ordine di tempo, di espressioni idiomatiche varie, complesse, che si sono mescolate. Come accennavo, tutta quest’area è stata protagonista di migrazioni interne e di accoglienza di profughi nel ‘900. Parliamo soprattutto di gente che ha duramente lavorato alla Bonifica, dissodando e facendo fiorire i poderi.

Dialetti dei Lepini - Monte Caccume

E poi ancora altra gente, giunta nel nostro territorio dopo la seconda guerra mondiale, durante gli anni del boom economico. Si sono letteralmente sposate, popolazioni autoctone Lepine, Ciociare, Abruzzesi, del Triveneto ed ella Romagna e non solo. Tante famiglie, con donne e uomini, bambini, che si sono caricati un intero bagaglio culturale, comprese ovviamente le lingue.

Associazione Provinciale delle Pro Loco d’Italia (UNPLI) – Trevisani nel Mondo

Tra mille, questa è forse proprio la “ricchezza” che, ancora oggi nel 21° secolo, ci distingue e ci rende unici, nel Lazio, in Italia. Da queste lingue, dialetti e idiomi, sono nate canzoni, filastrocche, poesie e arrivano da poeti e scrittori, che ancora tengono in vita tradizioni antiche, fermandole su carta. Meritano più spazio, non un solo giorno l’anno, ma seminari, corsi, lezioni nelle scuole. E’ un atto dovuto, rendere merito a questa ricchezza e alla tanta umanità contenuta in strofe, terzine e parole, che parlano di storie d’amore, lavoro nei campi, ninne nanne, fatica, speranza, affetti, dell’ambiente in cui viviamo, di ricordi e di speranze. Anche questa dimensione espressiva è importante per Latina candidata a capitale della cultura per il 2026.

Dialetti dei Lepini, “parlate” che affondano le radici nei millenni ultima modifica: 2024-01-20T07:00:00+01:00 da simona aiuti

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