Maria Grazia Boni brigantessa e modella leggendaria - itLatina

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MEMORIA STORIE

Maria Grazia Boni brigantessa e modella leggendaria

Maria Grazia Boni brigantessa - Sonnino Visto Da Roccasecca Dei Volsci con la modella

Maria Grazia Boni brigantessa, bellissima dai tratti decisi e mediterranei, fu brigantessa e anche famosa modella per importanti pittori. La sua effigie ha fatto il giro del mondo. Il volto di una giovane donna nata in un piccolo centro pontino è quindi presente nelle più importanti gallerie d’arte internazionali.

Maria Grazia Boni brigantessa

La Boni nasce a Sonnino a fine ‘700 e a soli quindici anni si posa per la prima volta con un giovane che forse era già brigante. Probabilmente da subito assapora una vita avventurosa o forse la brama. L’asprezza dei tempi però non la risparmia, poiché le muore presto sia un figlio, sia in modo violento il giovane marito. Ironia la della sorte, la sorella, bella anch’ella e dai tratti delicati, sposa l’assassino del marito e anche lei si riposa subito.

Maria Grazia Boni brigantessa - Foto di un noto dipinto

Da Sonnino la giovane si sposta a Terracina ma il neo sposo si unisce ad una banda come brigante tornando a Sonnino e lei lo segue; finendo in una vita che si fa in salita. Maria Grazia finisce nella lotta al brigantaggio, arrestata con la sorella e imprigionata nel Reclusorio degli accattoni ricavato nei ruderi delle Terme di Diocleziano. La Boni  anche da prigioniera, possedeva bellezza, carattere e determinazione.

Brigantesse nel basso Lazio

Tra fughe e battaglie rocambolesche, il secondo marito muire lasciandola di nuovo vedova. Tuttavia durante la permanenza a Termini, la bella Maria Grazia, tutti i giorni passavano degli artisti appartenenti all’Accademia di Francia. Erano a Roma per copiare e ritrarre donne come lei con i costumi tipici. Specialmente furono Louis Léopold Robert e Achille-Etna Michallon a presentare richiesta per entrare in carcere. Erano attratti dalla bellezza di queste donne e dei loro particolari costumi, come quelli ciociari. 

Maria Grazia Boni brigantessa- ritratta mentre Maria Grazia Boni Lavora A Maglia

Fu così che Maria Grazia iniziò a posare come modella per Jean-Victor Schnetz già direttore dell’Accademia, e allievo di Jacques-Louis David come lo stesso Robert). Mentre sua sorella Teresina divenne la modella preferita proprio di Robert “per la gentilezza dei suoi tratti”. “Le Femmine di Sonnino erano di struttura maschile, lineamenti marcati in volto, il colore della pelle di un vago vermiglio e le loro vesti erano di più colori(…)”

Accademia di Francia a Roma e Maria Grazia Boni brigantessa

(…) su di esse spille e decorazioni che ricordano l’abbigliamento greco, ai piedi indossano dei calzari chiamate ciocie”. I loro dipinti tratti dal brigantaggio romantico, furono incisi e diffusi per il mondo intero. Le  immagini di queste donne figuravano dappertutto come quelle del Pontefice o, come una volta, le effigi ufficiali di Napoleone. Perfetti erano i lineamenti dei visi, come lo erano le proporzioni corporee.

Maria Grazia Boni brigantessa - Litografia della modella ritratta

Maria Grazia allattava il suo bimbo nelle Terme quando la notarono i pittori. Era formosa di portamento fiero e dagli occhi scintillanti. La pelle olivastra circondata da una chioma color carbone era incantevole. Teresina la minore si diceva che era l’amante del Robert, e appare sulla maggioranza dei suoi dipinti. Maria Grazia la vediamo in mille pose. Quando Schnetz quarant’anni dopo fu eletto direttore dell’Accademia di Francia al Pincio, pagò una pensione mensile di dieci scudi all’anziana Maria Grazia.

Jacques louis David e Jean Victoe Sbhenetz

Fu un segno di gratitudine per i servigi resi nei tempi della giovinezza. Di tanto in tanto egli si recava anche a Sonnino per visitarla. Le due sorelle sono ritratte insieme nel dipinto di Robert dal titolo «I mietitori». “L’arrivo dei mietitori nelle paludi Pontine” di Louis Leopold Robert. Ancora oggi i suoi ritratti colgono una forza in questa donna così decisa e mai arrendevole che è sopravvissuta, mantenendosi insomita in un periodo storico sicuramente non facile, diventandone un’icona. In seguito La Boni si sposò ancora una volta. In vecchiaia tornò a Sonnino. Qui la raggiunse lo scrittore Edmond About che ne raccolse le sue memorie ricordava quando era la fortuna degli atelier romani. Era il vero tipo della moglie del brigante, superba di statura e di forme; con una testa coronata di  magnifiche boccolature. Ella forte, impavida, aveva qualcosa di simile a quel genio della libertà celebrato dai poeti.

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Maria Grazia Boni brigantessa e modella leggendaria ultima modifica: 2022-09-07T07:00:00+02:00 da simona aiuti

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